28 agosto 2008 Scarecrow Contest 2008, spaventapasseri d'autore Sono aperte le iscrizioni per il concorso - performance d'arti visive, il cui tema è lo spaventapasseri, guardiano del campo. » Continua...
08 maggio 2008 No caldo, no tassa Francesco Ramella su Libero Mercato spiega perché, smascherata la balla del global warming, è necessario alleggerire la pressione fiscale » Continua...
Workshop su ambiente ed energia a Roma
Intervento della FAA al convegno organizzato lunedì 21 aprile all'Università Europea di Roma » Continua
La FAA nella CSCCC
La Federazione è stata ammessa tra le organizzazioni che lottano per una corretta informazione sul cambiamento globale. E' uno dei due soci italiani » Continua
Dopo oltre vent'anni, la politica ambientalista in Italia ha mostrato tutti i suoi possibili limiti.
Ha dimostrato - nelle azioni di chi la guidava e a scapito della buona fede dei tanti italiani che hanno pensato negli anni di dedicare la loro passione politica e il loro impegno civile alla difesa della natura - di non comprendere innanzitutto le ragioni di chi, dell'ambiente, è l'attore principale, ossia quelle donne e quegli uomini (agricoltori, allevatori, pescatori, cacciatori) che nella natura vivono e che dalla natura traggono sostentamento per loro stessi e per l'intera comunità nazionale.
Ha dimostrato, tradendo i principi di terzietà politica degli inizi, di aderire a un movimento politico e culturale, quello della sinistra radicale e del marxismo, responsabile in molti paesi del mondo di scempi ambientali e soprattutto del peggiore di essi: la violazione dei diritti umani.
Ha dimostrato, con i toni della reazione più ancora che della conservazione, di condurre battaglie di retroguardia in nome del rifiuto ideologico di ogni forma di sviluppo economico e sociale del Paese, tradendo un assunto fondamentale di ogni ecologia: l'armonizzazione dello sviluppo umano nel contesto naturale.
Ha dimostrato, infine, di saper bene strumentalizzare studi scientifici parziali e non unanimemente accolti dalla comunità scientifica internazionale, di volerli trasformare in articoli di fede e di approfittare del timore che i loro risultati incutono nel grande pubblico per ottenere il sovvenzionamento con fondi pubblici di progetti energetici e architettonici contrari ai criteri di economicità e buonsenso alla base di ogni buona attività amministrativa.
Non tutto è stato però negativo. La politica ambientalista ha ottenuto risultati soprattutto nella propaganda dei comportamenti. Le abitudini delle persone, la civiltà degli stili di vita sono forse l'unico vero successo di un quarto di secolo di attività politica e culturale delle associazioni e dei partiti che si richiamano all'ambientalismo, oltre alla tutela di numerose specie animali.
Per non disperdere questo lascito e per mantenere le tante promesse tradite dall'ecologismo, un gruppo di persone - agricoltori, operatori della montagna, giornalisti, imprenditori, professionisti - che vogliono riportare l'attenzione per la natura al centro del dibattito politico-culturale italiano (e lontano dagli estremismi della sinistra radicale e della politica dei "no" a oltranza) ha deciso di dar vita ad un'associazione, la Federazione Ambiente Agricoltura, che restituisca ai veri attori e ai veri amanti dell'ambiente la loro voce. La sua azione si riassumerà in pochi punti essenziali:
1. Il sostegno alle forze politiche che avranno il coraggio di proporre una riforma strutturale, sulla falsariga di quella voluta in Francia dal presidente Nicolas Sarkozy con la sua "Grenelle" dell'ambiente, per il raggiungimento in Italia di uno stato di "democrazia ecologica" nel quale gli attori dell'ambiente (associazioni di categoria, singoli imprenditori, ong, Camere di commercio) siano coinvolti in organismi stabili già a livello locale nelle decisioni fondamentali di governance ambientale, anziché restare oggetto di una burocrazia spesso sorda alle loro istanze. Una Carta nazionale dell'Ambiente che definisca l'orizzonte e i limiti delle politiche ambientali in Italia, che restituisca alle categorie produttive che operano a contatto con la natura il ruolo di attori positivi e che, in generale, riponga l'uomo al centro della natura e non contro essa, riconoscendo che è nel diritto di proprietà e non nell'intervento pubblico la miglior forma di tutela ambientale possibile, sarebbe un primo strumento adeguato al raggiungimento di questo scopo;
2. La richiesta di formulazione di un Patto nazionale per le grandi opere che garantisca un adeguato sviluppo economico e strutturale al Paese e che, al tempo stesso, non mortifichi la bellezza del patrimonio naturale, paesaggistico e architettonico italiano. In questo senso, la FAA chiederà alle autorità competenti di effettuare una riflessione sull'opportunità di rivedere i criteri per la valutazione delle opere a rilevanza strategica e si adopererà affinché enti pubblici e imprese privilegino nei piani di sviluppo infrastrutturale (oltre ad alcune reti autostradali la cui necessità è ormai acclarata) il trasporto modale, specialmente quello a fini commerciali, rispetto a quello su gomma;
3. La promozione e il sostegno di politiche energetiche nuove, che non puntino soltanto al risparmio (oltre certi limiti, dannoso per lo sviluppo economico del Paese), ma che incentivino piuttosto l'utilizzo di tecnologie alternative (teleriscaldamento, pannelli solari, ecc.) in grado di contribuire al raggiungimento del fabbisogno energetico del Paese. In questo contesto, la FAA si farà anche promotrice di tre istanze: quella per la diffusione dei sistemi di teleriscaldamento in tutte le grandi città italiane, quella per la conversione energetica degli edifici pubblici (con un tetto-obiettivo di 50 kWh al metro quadrato) e quella per una serena riapertura del dibattito sull'opportunità di tornare a intraprendere anche in Italia la strada dell'energia nucleare;
4. Il richiamo alla salvaguardia delle colture tradizionali italiane, della biodiversità dei territori e dei prodotti tipici locali, così come quella degli allevamenti nostrani, con adeguata attenzione per i fenomeni tutt'altro che marginali del biologico e degli Ogm, questi ultimi oggetto di veti ideologici che privano centinaia di milioni di persone al mondo dei generi di conforto necessari al loro sostentamento;
5. La promozione di una concezione nuova dello smaltimento dei rifiuti (a cominciare da quelli solidi urbani) che privilegi certamente la raccolta differenziata e il riciclaggio dei materiali, ma che soprattutto favorisca lo smaltimento (anziché lo stoccaggio) in loco con impianti tecnologici in grado di non influire negativamente sul contesto ambientale circostante (termoutilizzatori ad alta tecnologia, torce al plasma, ecc.) e che forniscano opportunità di sviluppo economico e occupazione;
6. Un'opera di puntuale informazione circa le scorrette interpretazioni delle teorie sui cambiamenti climatici globali attualmente in auge che stanno conducendo, specialmente nell'ambito dell'Unione Europea, a provvedimenti legislativi fortemente penalizzanti per lo sviluppo economico continentale, come le recenti direttive 20-20-20 sui limiti alle emissioni di biossido di carbonio.
Roma, 19 gennaio 2008
Gabriele Albertini, Luigi Amicone, Daniele Bellasio, Giacomo Bisconti, Daniele Capezzone, Pier Giorgio Cavallera, Ubaldo Casotto, Bruno Contrini, Michele Contrini, Gilberto Corbellini, Benedetto Della Vedova, Carlo Dettori, Giuliano Ferrara, Giorgio Fidenato, Enrico Franceschetti, Franco Frattini, Anita Garibaldi, Giordano Bruno Guerri, Giancarlo Loquenzi, Carlo Lottieri, Andrea Mancia, Barbara Mennitti, Alberto Mingardi, Cristina Missiroli, Silvio Mondinelli, Carlo Panella, Alan Patarga, Adina Pinzi, Tiziana Prandi, Mario Serpillo, Carlo Stagnaro, Mauro Testarella, Ferruccio Tomasi, Matteo Tomasi, Michele Tomasi, Roberto Vacca
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